Questa favola, intitolata semplicemente "The Little Rooster", esplora le conseguenze inaspettate che derivano dall'eliminare una fonte di fastidio, senza considerare il suo valore intrinseco. Il racconto si sviluppa attorno a un uomo e al suo piccolo gallo, il cui canto mattutino diventa motivo di frustrazione crescente per l'uomo.
L'elemento scatenante della storia è la ripetuta interruzione del sonno dell'uomo da parte del gallo. Il testo sottolinea: "But each morning the little rooster began to crow very early. He called. Then the man could not sleep and had to get up." Questo canto mattutino, descritto come un "noise", diventa insopportabile per l'uomo, che desidera ardentemente "to sleep". La sua reazione iniziale è quella di utilizzare il tempo guadagnato forzatamente per piantare il suo giardino: "I will plant my garden." Questo dimostra un tentativo di trasformare la frustrazione in produttività.
L'uomo intraprende una serie di tentativi per sopprimere il canto del gallo. Prima lo rinchiude nel fienile: "He put him into the barn." Poi, quando il gallo riesce a scappare e continua a cantare, l'uomo lo nasconde sotto un grande cesto: "He took him to the barn and put him under a big basket." Questi tentativi, descritti come "I'll find another place to put him this evening", evidenziano la sua ossessione nel risolvere il problema immediato, senza considerare le implicazioni a lungo termine. La sua rabbia aumenta con ogni fallimento, come espresso da "He was very angry. Oh, dear, he said. There is that little rooster again."
In un atto di esasperazione, l'uomo decide di liberarsi completamente del gallo: "He caught the little rooster again and gave him away." Questa azione segna un punto di svolta cruciale nella storia. Inizialmente, l'uomo sperimenta un sollievo immediato: "That night the man had a long sleep, and the next night, and the next, and the next." Tuttavia, questa quiete si rivela effimera e dannosa.
La mancanza del canto mattutino del gallo porta a una graduale negligenza del giardino. Senza la sveglia mattutina, l'uomo non si sente più motivato a curare il suo giardino. Il testo descrive vividamente le conseguenze: "He did not weed his garden. All summer long the weeds grew and grew." La frase finale, "Then the man had nothing to eat," rivela la piena portata della sua decisione impulsiva. La mancanza di cibo è una conseguenza diretta della sua incapacità di riconoscere il valore del gallo, non solo come fonte di fastidio, ma anche come un promemoria per prendersi cura del suo sostentamento.
La morale della favola è complessa e sfaccettata. In superficie, mette in guardia contro le soluzioni affrettate e impulsive che possono avere conseguenze impreviste. Più in profondità, suggerisce che anche le irritazioni quotidiane possono avere un valore intrinseco, fungendo da promemoria, incentivi o indicatori del tempo. Il canto del gallo, inizialmente percepito come un fastidio, si rivela essere un campanello d'allarme essenziale per la cura del giardino e, in ultima analisi, per la sopravvivenza dell'uomo. La storia ci invita a riflettere sulla nostra tendenza a eliminare ciò che ci disturba, senza considerare il ruolo che potrebbe svolgere nel nostro benessere generale. La perdita del gallo non è solo la perdita di un animale, ma la perdita di una routine, di una responsabilità e, in definitiva, di una fonte di cibo. La favola ci ricorda che la pazienza, la prospettiva e la capacità di adattarsi alle piccole "irritazioni" della vita sono essenziali per un successo duraturo. La morale risiede nel riconoscimento che a volte, ciò che ci infastidisce di più può essere ciò di cui abbiamo più bisogno.